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L’essere umano è fragile, ha dentro di se molte miserie e debolezze che con il passare del tempo si sono intensificate per mezzo di ferite, cicatrici, paure e insicurezze. Ma Dio conosce la nostra fragilità e miseria e a differenza nostra, non si scandalizza ma ci incoraggia a riempirle con il suo amore, a fare di quella fragilità un punto di forza spirituale, in grado di aiutare noi stessi e gli altri.

A differenza del nemico, che invece usa le nostre stesse fragilità per tentarci e farci cadere nel peccato, e una volta caduti se non si ricorre subito alla grazia di Dio (attraverso i sacramenti) ci cercherà di distruggere e amplificherà ogni piccola o grande fragilità che abbiamo per farci deviare dalla via del bene.

Tutto questo è il nostro combattimento quotidiano che avrà termine una volta che la nostra vita terrena si concluderà. Ogni giorno Dio vuol riempire le nostre fragilità e ogni giorno il nemico cercherà di utilizzarle per distruggerci. Sarà sempre così fino all’ultimo giorno della nostra vita terrena.

Ma abbiamo le nostra armi spirituali per combattere i nemici invisibili: la preghiera, il digiuno, i sacramenti. Non sprechiamoli! Solo così potremo disarmare il nostro golia e non cadere nei suoi lacci; anche se cadremo l’importante è rialzarsi sempre!


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