Foto di Angi Yowell da Pixabay

Comprendere i 10 comandamenti di Dio

 In ogni contesto troviamo delle leggi e delle regole da seguire. Alcuni erroneamente, dicono di voler stare liberi e non dare conto della propria vita a nessuno ma in realtà è un’affermazione falsa perché la nostra vita dipende sempre da qualcuno e il contesto che frequentiamo che sia il lavoro, la famiglia, la scuola è un contesto con le sue leggi e le sue regole da rispettare.

Per il cristiano però, la legge deriva da un contesto molto più profondo.

Dio fra tante Nazioni ha scelto Israele come Suo popolo: e proprio da questa scelta, il popolo israelita è diventato un popolo eletto.

Aveva promesso nel tempo, di dargli un uomo che sarebbe diventato un grande profeta e avrebbe annunciato la Sua parola a tutto il mondo. Ha mantenuto la sua promessa e quando Israele era caduto in schiavitù, ha deciso di ascoltare i suoi lamenti e di liberarlo.

Così, lo ha fatto uscire dall’Egitto e lo ha portato nel deserto, camminando con lui per 40 anni verso la terra promessa, Canaan.

Israele conquistava ogni nazione, come gli aveva promesso Dio.

Dio si è rivelato come l’Altissimo, come il Dio del creato, che era, è e sarà.

Ha anche lasciata scritta la sua legge sulla pietra, perché fosse permanente per tutti i secoli, ed anche oggi la legge di Dio è permanente incisa nella pietra e la sua vigenza è eterna.

La legge ci invita ad incontrare Dio e ci fa scegliere la vita.

Le parole incise sulla pietra risuonano così: “Ascolta, popolo mio: io sono il tuo Dio, quello che ti ha fatto uscire dalla schiavitù. Sono qui. Questo è il decalogo sotto il quale devi vivere i tuoi giorni:

Primo, ama Dio al di sopra di tutte le cose. Non dovrai avere niente di più prezioso di me nella vita. Riconosciti piccolo, allontanando il tuo sguardo da te stesso mi troverai come Padre.

Secondo, non nominare il mio nome invano. Sarò sempre al tuo fianco, sono testimone dei tuoi giorni. Non mancare al tuo Dio, a tuo Padre.

Terzo, santifica le feste. Renditi mio popolo rendendo grazie per le benedizioni, i doni e le grazie che ricevi. Questo ti renderà mio figlio amato.

Quarto, onora tuo padre e tua madre. Obbedisci. Questo ti insegnerà ad essere grato nei confronti di coloro che ti hanno dato la vita.

Quinto, non uccidere. Non porre fine alla vita di nessuno dei tuoi fratelli, perché la vita mi appartiene. Io, creatore della vita, la concepisco e la formo, e ho contato i giorni di ciascuno dei miei figli.

Sesto, non commettere atti impuri. Allontanati da quei costumi imparati da altri popoli. Sono lonani dal mio, che è santo e cammina verso la santità. Tu sei il mio popolo.

Settimo, non rubare. Come ho provveduto quando hai attraversato il deserto, in questo peregrinare, Dio tuo Padre provvederà. In me avrai l’abbondanza, perché “tu sei mio figlio, non mio schiavo”.

Ottavo, non dire falsa testimonianza e non mentire. Il tuo Dio è il Dio della verità, la menzogna è opera del principe della menzogna. Metti avanti la verità.

Nono, non permettere pensieri impuri. Non negozierai con nulla che ti renda impuro. Io sono un Dio fedele nell’amore, e lo stesso sarai tu, perché solo Dio è perfetto, e sei stato chiamato alla stessa perfezione nell’amore.

Decimo: non desiderare i beni altrui. Io sono il tuo bene più grande, e il tuo cuore dev’essere riposto in me”.

Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna

 


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