Rita Sberna

In questi giorni, provo tanto dolore e so che oltre a me, tanti fratelli di fede hanno gli stessi sentimenti, sentono le stesse ferite, sentono il dolore di non poter ricevere Gesù e vedere l’amata Chiesa quasi in “ritirata”. Vedo molto rammarico ma vedo anche tanta superficialità, leggo commenti e frasi che sottovalutano o quasi ignorano la presenza di Gesù nella Santa Eucarestia.

Tutto questo mi provoca dolore, sgomento, pianto. Gesù, ti abbiamo lasciato solo come nell’orto degli Ulivi, ci siamo addormentati, non stiamo combattendo. Abbiamo paura di ciò che potrebbe far morire la carne ma tu ci hai detto: ( Luca, 12 versetti 28- 29) “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima. Temete piuttosto Dio, che può mandare in rovina sia il corpo sia l’anima, all’inferno.”

E ci ricordi che quando siamo oppressi e affaticati dobbiamo andare dal medico dell’anima, dobbiamo venire da te: (Matteo 11, versetti 28-29)  “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò”.

E noi invece che facciamo? Tra cattolici facciamo a gara a chi c’ha più prudenza e a chi invece è un’imprudente.

In questi giorni, due ministri di Dio hanno parlato apertamente al popolo, ai figli di Dio, con la speranza di essere ascoltati anche e soprattutto dal Governo, le loro parole sono di coraggio, di speranza ma c’è tanto dolore anche in loro, il dolore di non potere aprire le porte della Chiesa a questo popolo bisognoso.

Monsignor D’Ercole e Padre Cristoforo Amanzi, trovate il loro intervento cliccando sul nome, ci hanno messo la faccia anche per coloro che li accusano di essere degli “imprudenti”. Ma quando mai andare da Gesù è un segno di imprudenza? La Chiesa è fatta di Santi e Martiri che amavano Dio a costo di rimetterci la vita. Veramente siete convinti che il Virus è l’unico problema della nostra vita? E quando il virus non ci sarà più, chi vi da la garanzia che non vi ammalerete mai? Troverete per caso anche una cura per il Cancro? Che mondo stiamo costrunedo? Basato su quali certezze?

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Molti di voi, l’altro ieri sera, sono entrati nel mio profilo facebook, accusandomi di avere una mentalità oscura, dicendomi che posso pregare Dio anche a casa addirittura avete pure scritto eresie dicendo che andarsi a confessare è un pericolo per la salute e che si può ricevere l’assoluzione anche per telefono. Ma che Dio ci stiamo costrunedo? Un Dio a nostro comodo?

E’ vero, Dio posso pregarlo ovunque ma posso solo riceverlo nell’Eucarestia, è lì, la presenza reale ed il problema è che oggi, l’incredulità parte proprio dall’interno!

Come mi ha fatto notare un amico sacerdote in questi giorni, riporto due riflessioni  di due grandi Papi che hanno parlato in tempi non sospetti: San Pio X e Papa Innocenzo III.

San Pio X scrisse (riferendosi ai modernisti): “Ma non basta alla scuola dei modernisti che lo Stato sia separato dalla Chiesa. Come la fede, quanto agli elementi fenomenici, deve sottostare alla scienza, così nelle cose temporali la Chiesa ha da soggettarsi allo Stato. Questo forse non l’asseriscono essi peranco apertamente; ma per forza di raziocinio sono costretti ad ammetterlo. Imperocché, concesso che lo Stato abbia assoluta padronanza in tutto ciò che è temporale, se avvenga che il credente, non pago della religione dello spirito, esca in atti esteriori, quali per mo’ di esempio, l’amministrarsi o il ricevere dei Sacramenti, bisognerà che questi cadano sotto il dominio dello Stato. E che sarà dopo ciò dell’autorità ecclesiastica? Siccome questa non si spiegasse non per atti esterni, sarà in tutto e per tutto assoggettata al potere civile. È questa ineluttabile conseguenza che trascina molti fra i protestanti liberali a sbarazzarsi di ogni culto esterno, anzi d’ogni esterna società religiosa, i quali invece si adoprano di porre in voga una religione che chiamano individuale. Che se i modernisti, a luce di sole, non si spingono ancora tant’oltre, insistono intanto perché la Chiesa si pieghi spontaneamente ove essi la voglion trarre e si acconci alle forme civili. Tutto ciò per l’autorità disciplinare.”

Mentre Papa Innocenzo III disse chiaramente nel XIII secolo: “Omni in populo coruptela principaliter procedit a clero” ovvero “ogni corruzione del popolo parte principalmente dal clero”.

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Non voglio attaccare nessuno, sono una semplice fedele che ha la possibilità di scrivere e arrivare ad una piccola fetta di persone.

Vi abbraccio nella Pace del Signore Gesù, morto e Risorto per noi.

Rita Sberna


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