Consigli per una buona confessione. Distinzione fra peccati mortali e peccati veniali

Interessante articolo in cui Padre Angelo Bellon spiega nel dettaglio il significato e la distinzione tra peccato grave e peccato veniale, al fine di una buona Confessione.

(Tratto dal sito Amici Domenicani)

Quesito

Caro Padre Angelo,  le chiedo consigli per una buona confessione, mi confesso spesso ma ho sempre delle difficoltà ad enunciare i peccati e a distinguere i veniali dai mortali, la prego di fare una breve elencazione di essi. Grazie, preghi per me e per la mia famiglia.

Risposta del sacerdote

Carissima, 1. poiché in ogni confessione è sempre necessario confessare i peccati mortali, è doveroso sapere con chiarezza che cosa oggettivamente è peccato mortale.

2. Va detto ancora che per compiere soggettivamente un peccato grave si richiede la presenza simultanea di tre condizioni: che vi sia materia grave, piena avvertenza della mente e deliberato consenso della volontà.

3. La piena avvertenza della mente e il deliberato consenso dipendono molto dalle condizioni dei singoli. Sicché ogni caso va valutato volta per volta. Pertanto adesso io mi attengo a precisare in che cosa vi sia materia grave.

4. A questo proposito i teologi distinguono tra peccati oggettivamente sempre gravi(parlano di materia grave ex toto genere suo) e peccati generalmente gravi (qui vi è materia grave ex genere suo).

5. Questa distinzione è importante perché nei primi c’è sempre materia grave e pertanto non vi è mai materia lieve (non datur parvitas materiae). Essi sono di suo sempre gravi. Nei secondi invece vi può essere, e anche abbastanza spesso, materia lieve (datur parvitas materiae).

6. Seguendo l’indicazione dei dieci comandamenti, vengono messi tra i peccati dove c’è sempre materia grave:

i peccati contro il primo comandamento: l’abbandono di Dio, il culto a satana, il ricorso a maghi, fattucchieri…, forme gravi di superstizione, i peccati contro le virtù teologali (eresia, apostasia, insubordinazione alle verità di fede, disperazione della salvezza, presunzione di salvarsi senza merito, odio di Dio e del prossimo, fare volutamente del male al prossimo), l’assenza abituale di preghiera.

I peccati contro il secondo comandamento: la bestemmia, il giurare il falso, la violazione dei voti).

I peccati contro il terzo comandamento: non partecipare alla Messa nei giorni di domenica e nelle altre feste comandate (Natale, 1° dell’anno, Epifania, Assunta, Tutti i Santi, Immacolata), fare la S. Comunione avendo peccati gravi non ancora confessati.

I peccati contro il quinto comandamento in ogni sua forma: omicidio, suicidio, aborto, eutanasia, uso di sostanze stupefacenti, ubriachezza, percosse…

I peccati contro il sesto comandamento in ogni sua forma: autoerotismo, fornicazione, rapporti prematrimoniali e omosessuali, contraccezione coniugale, adulterio, violenza carnale, pedofilia…

7. I vecchi teologi moralisti dicevano tutto questo in poche parole: c’è sempre materia grave nei peccati contro le virtù teologali, contro la virtù di religione (che abbraccia i primi tre precetti del decalogo) e contro i precetti della seconda tavola del decalogo che hanno a che fare con valori molto alti (li chiamavano: materia indivisibile).

8. Sono peccati gravi nel loro genere, ma possono avere materia lieve gli altri peccati commessi contro la seconda tavola della legge. Si ha materia lieve quando non si viola sostanzialmente il precetto, ma si continua a conservare al prossimo un certo rispetto.


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