Chi sono i puri di cuore?

Un giorno Gesù, visto che una grande moltitudine era venuta per ascoltare la sua parola, salì su un’altura e alla folla che Io circondava rivolse il celebre discorso della montagna o delle beatitudini, compendio e proclama di tutta la vita cristiana.
Immaginate Gesù, lassù, attorniato dagli apostoli e dalla folla. Tutti sono là, in silenzio, e pendono dalle labbra del Divino Maestro, per non perdere neppure una sillaba di quello che dirà.
Gesù con la sua solita calma e serenità incomincia.

1. “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
2. “Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
3. “Beati i miti, perché erediteranno la terra.
4. “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.
5. “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
6. “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
7. “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiama ti figli di Dio.
8. “Beati i perseguitati per causa della giustizia, per ché di essi è il Regno dei Cieli” (Mt. 5, 3-10).

Abbiamo sentito: è Gesù che parla, dunque ogni parola che esce dalla sua bocca è verità. Questa volta ci ha detto tante cose. Consideriamo pertanto una beatitudine alla volta, dando la precedenza alla sesta:
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8).
Ma perché tale scelta di precedenza? Perché la purezza, specialmente ai nostri giorni, è una virtù poco conosciuta, la più trascurata, la più oltraggiata e, tal volta, addirittura anche derisa.
È necessario che la purezza occupi in mezzo al Popolo di Dio il posto che le spetta. La virtù regina della vita cristiana è la carità: amare Dio per Se stesso e il prossimo per amore di Dio. La purezza è quella virtù che prepara e dispone il cuore dell’uomo ad amare Dio e il prossimo come devono essere amati.
(Cfr. C.C.C. 1716 – 1729).
1) Per capire questa beatitudine di Gesù, per capire chi siano i puri di cuore, prima di tutto è necessario comprendere il significato di alcuni termini, relativi a questo argomento.
1 – La purezza (o purità) è la virtù che regola la condotta dell’uomo di fronte alla vita sessuale e di tutto ciò che sta in rapporto con essa, secondo principi dettati dalla natura umana stessa e, soprattutto, dall’insegnamento di Cristo e della Chiesa. La purezza, per tanto, comprende la castità e la pudicizia.
2 – La castità è quella virtù morale che inclina l’uomo a moderare l’uso e l’appetito della dilettazione venerea secondo le norme della retta ragione.

A questa norma naturale, che regola l’uso della facoltà procreativa entro i limiti del suo fine, si aggiunge, nella fede cristiana, la considerazione della dignità del corpo umano, che, per il Battesimo, è stato elevato a membro di Cristo e tempio dello Spirito Santo (cfr. lCor6, 15-20).
L’oggetto materiale di questa virtù è l’atto ed il piacere sessuale propriamente detto, mentre la pudicizia si riferisce agli atti periferici.
Come ogni virtù, la castità comporta una facilità nell’esercizio dei suoi atti; l’astensione dunque di un uso illecito del piacere sessuale con grandi sforzi, non è ancora la virtù della castità, ma semplicemente continenza.


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