Si parla ultimamente spesso della questione dell’orientamento sessuale dei gay, soprattutto da quando il Papa al rientro dal suo viaggio papale disse ai giornalisti presenti “Chi sono io per giudicare un gay”, una frase che ha suscitato un enorme clamore ma che è stata anche travisata male da alcuni.

Il cardinale Theodore Adrien Sarr, ex arcivescovo di Dakar, in occasione di una conferenza stampa a margine della presentazione del lavoro (“La nuova evangelizzazione e le sfide specifiche per la Chiesa, Famiglia di Dio in Africa occidentale”) ha invitato tutti gli africani a vigiliare e a non accettare qualsiasi indottrinamento negativo dell’Occidente che punta a far accettare il matrimonio gay.

«Oggi c’è una forte pressione che tende a pubblicizzare l’omosessualità. Ognuno ha le sue opzioni, ma io non sono d’accordo con il fatto di presentare l’omosessualità come l’ultima evoluzione e il progresso dell’umanità». «State attenti – ha detto il cardinale -. Viviamo in un mondo in cui l’Occidente, in particolare gli americani, si comportano come gente che pensa per il resto del mondo, che vuole decidere per il resto del mondo, ma noi diciamo NO. Abbiamo la nostra cultura, le nostre tradizioni e dobbiamo evitare i numerosi ostacoli del mondo occidentale ad agire secondo le nostre tradizioni, i nostri costumi e tradizioni. Nessuno può condannare le persone che sono gay, ma questo non vuol dire che siamo d’accordo con quello che fanno e che tutti devono accettare la loro omosessualità”.

Sono parole chiare e forti quelle del Cardinale Theodore, credo che sia anche più che giusto non giudicare le persone gay o di orientamento sessuale diverso ma allo stesso tempo non accettare le trasgressioni di alcuni di loro.

Rita Sberna

 


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