foto da pixabay

In questi giorni ho letto un articolo pubblicato sul sito huffingtonpost in cui si leggono delle affermazioni di una psicanalista, Laura Pigozzi, la quale ha scritto anche un libro “Troppa famiglia fa male” già il titolo lascia capire che è un testo che ha molti pregiudizi sulla “famiglia” a partire dal concetto che se ne dà.

Il libro parlerebbe di dipendenza- materna come un fattore negativo e scatenante della violenza che questi bimbi una volta adulti manifesteranno al mondo. Da mamma, da cattolica e da donna sposata che ha sempre desiderato una “famiglia” non ci sto!

“La famiglia, all’origine della civiltà, oggi ne sta decretando la fine – afferma ad HuffPost l’autrice – Ed è una crisi che investe l’intera società perché ciò che accade all’interno della famiglia si ripercuote sul sociale”.

Vorrei chiedere alla dottoressa che afferma tutto questo, se per caso tutti i ragazzi violenti e omicidi, abbiano alle spalle delle pessime famiglie o se magari conosce anche il detto che “dalla rosa nasce la spina e dalla spina nasce la rosa”. Traduco il significato: da un genitore cattivo può nascere un figlio santo e da un genitore santo può nascere un figlio cattivo.

E’ vero che l’esempio in famiglia è fondamentale come nel caso della “fede” bisogna dare l’esempio ai figli più che parlare a parole …. ma non si possono dare certe sentenze eticchettando tutta la “famiglia” come un qualcosa che genera “mostri” per la società.

La dottoressa fra l’altro fa notare che uno degli assassini del povero Willy Monteiro, il 21enne Gabriele Bianchi, ha un tatuaggio sull’addome con la scritta “proteggi la famiglia”, oppure fa riferimento al ragazzo che ha ucciso la coppia di Lecce, il quale pare che abbia un attaccamento morboso con i genitori. Quindi secondo questa psicanalista, la famiglia è il problema della violenza! Trovata la soluzione! Niente più famiglie!

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Secondo la dottoressa, vivere fuori dal nucleo familiare è un bene! Invece penso che forse fatti del genere avvengono perchè oggi le “famiglie” sono poco presenti nella vita dei figli al punto da non sapere che amicizie frequentino, che locali e luoghi li appassionano ecc … oggi il genitore vive una vita frenetica e molti sono immersi nel lavoro al punto da non conoscere più nulla della vita dei figli.

Le affermazioni continuano contro la famiglia ma non mi va di elencarle tutte, al massimo vi invito a leggere direttamente l’articolo sul sito che ho citato e linkato sopra.

Vorrei però far presente alla dottoressa che ciò che ha detto non mi risulta a verità. In primis perchè ci sono famiglie molto presenti con i figli  che hanno generato proprio grazie al loro essere “presenti” dei giovani capaci, responsabili e con un grande senso di generosità verso i bisogni dell’altro.

Proprio in questi giorni in cui si aspetta con emozione la beatificazione di un giovane di quindici anni, il grande Carlo Acutis, cresciuto in una famiglia molto presente … la dottoressa si è data la zappa sui piedi a parer mio! Eppure Carlo Acutis aveva un rapporto molto intimo con la madre, una madre sempre presente e non mi sembra che Carlo abbia mai manifestato atti di violenza anzi, la sua vita è stato un continuo innamoramento all’Eucarestia.

Forse la dottoressa ha dei pregiudizi verso la famiglia, tantè che sembra farne di un’erba un fascio ma dovrebbe studiare un pò di più la vita dei santi, d’altronde Giovanni Paolo II spesso si rivolgeva ai giovani invitandoli alla santità e tutti i Papi compreso i santi di ogni secolo, hanno parlato della “Famiglia” come la centralità di ogni bene dove nascono e crescono valori sia morali che cristiani molto importanti.

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Concludo dicendo che un libro del genere è solo dannoso perchè storpia la realtà.


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