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E’ morto il dottore psicoterapeuta, Giancarlo Ricci, inquisito e poi assolto per avere detto in tv che un figlio ha bisogno di un padre e di una madre. Per tale motivo è stato sempre attaccato per il suo pensiero che con molto coraggio esprimeva senza paura.

Aveva pubblicato un libro dal titolo “Il tempo della postlibertà – destino e responsabilità in psicoanalisi” edizioni Sugarco. Pubblico un breve stralcio molto interessante che riguarda dei concetti da lui espressi:

Nel contesto storico della società italiana la posizione omosessualista e la «rivoluzione gender» sono presentati come emblemi di nuove libertà e di nuovi diritti. L’aggettivo «nuovo» assume qui una significativa impronta persuasiva: il nuovo immediatamente si contrappone al vecchio, se lo lascia definitivamente alle spalle. Il nuovo propone sempre qualcosa di ineludibile e nella sua risonanza immaginaria allude, elude, collude, prelude, illude. Del resto nei vari contesti sociali, nei media, nei giornali, nel mondo televisivo e dello spettacolo, nelle politiche aziendali, nella pubblicità, affrontare alcuni temi diventa un obbligo: il compagno gay, la coppia lesbica, il trans, le maschere del cambiamento tra i sessi, il bambino adottato da una coppia omogenitoriale, i percorsi di transizione da uomo a donna o viceversa, l’utero in affitto, il diritto all’identità alias, e via dicendo.

Anche il tema dell’amore, enfatizzato e impugnato come un vessillo delle nuove libertà sessuali, vessillo che sconfiggerà le discriminazioni più retrive, sembra estratto dal cilindro dell’egualitarismo. L’amore dominerà e vincerà su tutto. Love is love. Nulla di più illusorio e manipolatorio. Nulla di più populistico e demagogico. Il buonismo della suggestione promette un mondo epurato dal male. E dalle differenze. L’amore senza sesso tra infiniti generi. Sarà l’«amore liquido» dove, anche qui, la millenaria distinzione (basilare) tra eros, agape e filia verrà uniformata in una paccottiglia immaginaria e indistinta.

Osserva lo psicanalista Moustapha Safouan;

L’utilizzazione edonistica della sessualità basata sul diritto alla felicità, così come le tecniche di procreazione che presuppongono il diritto all’amore, cercheranno di prevalere proprio in quanto la padronanza tecnologica dei meccanismi di riproduzione attua una sovversione che permette di eliminare ogni ricorso all’oggetto. Prospettiva incredibile, ma che tuttavia è all’ordine del giorno.


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