Foto di Wokandapix da Pixabay

La morte di Giuseppe, un giovane ragazzo siciliano di 28 anni, morto suicida ieri, mi ha lasciata veramente male e sconvolta. Non sono riuscita subito a pregare o a pensare razionalmente e spiritualmente, so solo che vedendo per poco tempo il video messaggio che ha lasciato nel suo canale you tube prima di compiere quel tremendo gesto … ho visto in lui tanta, tanta sofferenza e forse troppa solitudine.

Il suo è stato un grido di aiuto inascoltato. Non lo conoscevo personalmente ma un’amica su whatsapp mi ha girato un commento che lui tempo fa scrisse nella mia bacheca facebook, in cui mi diceva che voleva suicidarsi. E’ passato tempo da quel messaggio forse anche qualche anno, e io all’epoca gli risposi subito tramite schermo (non potevo fare altrimenti) facendogli capire che non poteva permettersi di fare una cosa del genere perchè la vita è un dono di Dio e solo a Lui spetta darcela e togliercela. Lui mi rispose subito “che era quello che voleva sentirsi dire” . Da quel commento è passato tanto tempo ma non è servito a nulla. Giuseppe ieri ha messo fine alla sua vita!

Una settimana fa, il suo migliore amico si è sparato, non ci sono parole ma tanta e tanta sofferenza.

Mi chiedo se queste morti “provocate” si potrebbero evitare in tempo, la depressione è una malattia che ti schiaccia giorno per giorno e in certi casi, alcuni sono molto bravi a nasconderla: “ma era una brava persona, aveva un lavoro, una casa” quante volte lo abbiamo sentito dire? Ma la felicità come dimostrano questi gesti “demoniaci” non dipende da quello che possediamo, la felicità è fatta di rapporti di gesti, di abbracci, di telefonate, di una pacca sulla spalla ma è fatta soprattutto di ascolto!

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Oggi si corre troppo, esageratamente tanto … ma vogliamo calmarci? Ci chiediamo ogni tanto come stai? Ci abbracciamo? Ci parliamo?

La risposta è no! Siamo diventati un concentrato di egoismo: casa – lavoro – lavoro- casa.

Basta! Giuseppe come tanti ragazzi sono dei giovani inascoltati che forse se avessero ricevuto uno solo di questi piccoli gesti elencati sopra, magari oggi sarebbero vivi o forse no, chissà!

In famiglia ho avuto più di un caso di suicidio anche ad una certa età, quando si è ormai vissuti a lungo su questa terra e vi posso garantire che chi si suicida lo fa sempre per un’insoddisfazione che si tramuta in solitudine e abbandono.

Adesso Giuseppe non c’è più come il suo amico e i miei parenti .. adesso c’è solo tanta sofferenza, preghiamo per queste anime, preghiamo e affidiamole alla Misericordia di Dio perchè Dio leggendo i loro cuori sarà in grado di giudicare realmente la scelta di quel gesto estremo.

Arrivederci Giuseppe!


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