Alcune volte, le ostie consacrate vengono rubate in chiesa. Ecco perchè!

L’idea poi di riparazione e di espiazio-ne quasi non c’è più, non solo per la natu-rale ripugnanza a penitenze e mortifica-zioni di ogni genere, ma anche e soprat-tutto perché si è perduto quasi comple-tamente il senso del peccato. Purtroppo anche l’indirizzo prevalente nella Chiesa – non certamente del Papa o della parte più sana della Chiesa strettamente ufficiale- – ma di Sacerdoti, responsabili e laici con qualche responsabilità di ministero o di cultura, non è tenero per certe pratiche penitenziali di digiuno e di mortificazione, dandosi la preferenza ad attività caritative e sociali. Si preferisce cioè l’attivismo che impressiona e… stordisce… alla pre-ghiera e riparazione. Sbagliatissimo! I Santi, i più veri e grandi amatori del prossimo sono stati sempre, nello stesso tempo, insuperabili amatori di Dio e cultori eccellenti di pratiche penitenziali, riparazioni, ecc. Di fatto la più efficace ispirazione è spinta a qualsiasi vera e grande realizzazione, in ogni campo, non può essere che Dio. Provare per credere, come hanno fatto i Santi e tutti coloro che si sforzano di imitarli nel migliore dei modi.

Durante un esorcismo il diavolo ha chiamato noi cattolici “cannibali”, perché mangiamo l’Eucaristia.

Il diavolo fa di tutto per distogliere le anime da Dio e dalla via del bene, serven-dosi soprattutto della menzogna e delle calunnie contro la Chiesa e la sua vita e le sue opere. I cristiani che si cibano di Dio non sono affatto dei cannibali, uomini cioè che si cibano di carne umana, per la sem-plicissima ragione che la comunione del Corpo e Sangue di Cristo, pur avvenendo a somiglianza dell’alimentazione, non è af-fatto la stessa cosa del cibarsi. Perché 1’anì-ma non si ciba di Cristo assimilandoselo come si fa col pane o con qualsiasi altro alimento. Se si assimilasse Cristo come l’alimento, Cristo non esisterebbe più, co-me non esiste più il pane assimilato, dive-nuto ormai Carne e Sangue. Lo stesso deve dirsi da parte di Cristo. Egli non si assimila l’anima fino a farla divenire Carne e San-gue del suo essere perché assimilata non esisterebbe più. Con la Santa Comunione avviene, sì, una certa assimilazione tra l’anima e Cristo, ma stiamo in tutt’altro ordine e realtà! Si tratta soprattutto di pro-fondissima e misteriosissima unione tra Cristo e l’anima fedele, come è quella di ogni amore sano, che non annienta ma vivifica gli amanti al massimo.

Se il diavolo potesse tornare indietro per adorare l’Eucaristia, lo farebbe?

Se il diavolo tornasse indietro adore-rebbe non solo l’Eucaristia, ma tutto ciò che è Dio o di Dio. Ma satana né vuole né può più tornare indietro: egli è ormai fissato nel male per sempre! Fonte. La Luce di Maria


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