Foto di lisa runnels da Pixabay

Fase 2- bambini

In questi giorni ho letto il caso che riguarda più di un bambino che dimostra di avere un atteggiamento apatico, triste e oserei dire quasi depresso (anche se è brutto usare questo termine sui bambini) ma la verità è questa: i bambini di una certa età, specie le fasce di 6- 7 anni, si sentono “in gabbia” gli è stato negato tutto: amicizie, giochi ma soprattutto l’area aperta.

Per non parlare di quei bambini che vengono visti da alcuni adulti dei “seminatori di virus”, come il caso di Federica, una bambina di Milano che non vuole più scendere a giocare nel cortile condominiale con la mamma, dopo che i vicini affacciati dal balcone le hanno urlato di tornare a casa perchè poteva portare il virus.

A differenza di Marco, un altro bambino che abita dall’altra parte della città che anzichè giocare con il suo solito pallone, si siede sul muretto e da qualche giorno continua a ripetere al padre: «Papà, la gente può uscire per andare a fare la spesa e lavorare e io non posso tornare a scuola o a giocare con i miei amici, questo non è giusto». «Marco, senza mangiare e senza lavorare non possiamo vivere» gli risponde il padre. «Ma anche io non posso vivere, senza la scuola e gli amici» dice il bambino.

I bambini sono stati i primi ad essere stati accusati come portatori di virus, come causa di contaggio soprattutto per i nonni, sono stati espropriati da tutte le loro abitudini, costretti a stare chiusi in casa senza vedere la luce del sole.

La ministra della Famiglia Elena Bonetti, ieri è tornata a parlare di “ora d’aria per i bambini” dicendo che è «un diritto fondamentale dei più piccoli poter vivere la loro infanzia».

Continua –«Serviranno mascherine e guanti anche per i piccoli».

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Anche Beppe Sala e Virginia Raggi si stanno attivando per verificare la possibilità di attivare centri estivi  su Milano e Roma a partire da giugno.


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