Da molto tempo ormai, anche negli incontri #diocesani alla presenza dei sacerdoti e dei Vescovi, si parla della “#nuovaevangelizzazione” attraverso i #social #network, il #web e tutti gli strumenti a portata di clic dei giovani.

La nuova evangelizzazione ha cambiato il modo di seminare ed evangelizzare, dell’intera chiesa a partire dai Papi, sia Benedetto XVI che Papa Francesco hanno il loro canale twitter.

I social, ti danno modo di parlare ad un grande braccio di popolo, di anime, di gente con le loro storie, esperienze e caratteri ma anche con le loro difficoltà; questo metodo nuovo dà parola a chiunque si mette dietro ad un pc per parlare anche a chi non conosci o soprattutto proprio a coloro a cui il messaggio è diretto.

Ma quali sono i rischi e i frutti della new evangelization?

Partiamo dal fatto che “evangelizzare” vuol dire testimoniare il Vangelo ma non basta, perchè il Vangelo bisogna viverlo, bisogna averlo impresso sulla pelle e nel cuore. L’evangelizzazione richiede una coerenza con la vita di ogni giorno, posso scrivere delle bellissime frasi che portano il lettore alla riflessione ma devo anche rispecchiarmi in ciò che scrivo.

E’ anche vero che Gesù aveva scelto 12 apostoli e di certo non erano stati scelti dal Maestro perchè erano i migliori. Lo sappiamo tutti: Pietro lo ha rinnegato, Giuda lo ha tradito ed il resto della compagnia si preoccupava del posto più vicino a Gesù, da occupare una volta arrivati in cielo. Erano uomini proprio come lo siamo noi, ma non per questo non furono degni di seguire Gesù e di provare a testimoniarlo con la vita, dopo la sua dipartita per il cielo.

Noi siamo i 12 apostoli, ogni giorno cerchiamo di portare Gesù con i nostri mille difetti,ed attraverso questo nuovo metodo evangelizzatore, raccogliamo i frutti ma anche ci esponiamo davanti a dei rischi; uno dei tanti è il giudizio facile, il commento a portata di mano, ed il rischio a metterci davanti la figura di Gesù.

Gesù a volte ci lascia fare, per poi correggerci dolcemente come solo Lui sa fare.

Allora, non dobbiamo avere paura ad evangelizzare e a metterci la faccia perchè sicuramente cadremo ma almeno non saremo rimasti a guardare con indifferenza questo mondo tanto assetato e bisognoso di Dio.

Rita Sberna

 


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