Parliamo di #perdono, #vogliamo il perdono degli altri ma spesso e volentieri (noi per primi) non sappiamo perdonare o peggio ancora non #chiediamo mai perdono.

Noi ci sentiamo sempre nel giusto, non sbagliamo mai e diamo per scontato che siano sempre gli altri a sbagliare; ammesso che lo fosse, noi siamo chiamati da buoni cristiani a dover perdonare.

Se non perdoniamo un nostro fratello che vediamo, fatto di carne e ossa come noi, come possiamo pretendere di ottenere il perdono da Dio, un essere superiore a noi che non vediamo?

D’altronde siamo uomini, soggetti al peccato, alle tentazioni e all’errore e se un nostro fratello sbaglia, dobbiamo vederlo con gli occhi di Cristo, malato e confuso e dobbiamo tendergli la nostra mano.

Ci sono vari modi per tendere la mano al fratello: il primo è appunto, dando il nostro perdono senza tenere conto dei suoi errori, il secondo è pregare per lui e affidarlo a Dio, il terzo è il dialogo e l’ascolto.

Tutto questo diventa difficile attuarlo se pensiamo di farlo con le sole nostre forze ma diventa possibile e reale se chiediamo la forza a Gesù.

Molti (come d’altronde induce a fare il nemico della pace) pensano al passato delle persone, a vecchi rancori ma noi figli di Dio, sappiamo che il passato non ci appartiene più e che dobbiamo vivere il presente amandoci l’un l’altro.

“Gesù ti chiedo la grazia di saper perdonare e l’umiltà di chiedere perdono. Amen”

Rita Sberna

 

 


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