Padre Jozo Zovko a Siroki Brijeg: Per mezzo di Medjugorje usciamo dalle tenebre

Quando si festeggia un 25° anniversario, che sia nel matrimonio, nel sacerdozio o in qualunque carriera, è impossibile non elencare in un paio di frasi tutti i momenti belli che si sono vissuti. Così è anche per Medjugorje, che ha già testimoniato 25 anni di presenza di Dio in mezzo a noi per mezzo della Madonna. Per noi dovrebbe essere un grande avvenimento, ma anche un evento in cui dovremmo soprattutto ringraziare per tutte le grazie riversate dal Cielo sulla terra. Quando parliamo di 25 anni di Medjugorje, non è giusto enumerare solo le opere, come potrebbe fare un campione sportivo che elenca i trofei vinti o i suoi buoni risultati. Non possiamo mettere Medjugorje su questo piano. È di gran lunga al di là di tutte le onorificenze umane, poiché tutti i risultati raggiunti superano la realtà umana proprio in quanto sono sul piano divino. Quello che la Madonna ci ha donato in tutti questi anni per mezzo dei veggenti, per mezzo di vari gruppi di preghiera, per mezzo di singole persone che si sono impegnate a seguire la via della Madonna, non possiamo né elencarlo né scriverlo in un libro.

Siamo grati a Dio perché, per mezzo di Medjugorje, la cortina dell’epoca buia in cui tutti vivevamo è stata sollevata. È stato il tempo dell’oscurità e dei tanti dissidi, la caduta di un grande e orribile regime, della schiavitù e della violenza. Anche oggi l’Europa è permeata da un nuovo pensiero, in cui prende forma una nuova comunità, ma una comunità che vuole costruire un futuro senza Dio.

Questa nuova Europa ha posto le sue nuove condizioni e rifiuta apertamente principi come la fede, Dio e la morale. Grazie a Dio, dall’altro lato abbiamo Medjugorje, attraverso cui sorge una Chiesa rinnovata che oltrepassa i limiti del mondo e non è chiusa, ma aperta a tutti. Questa è la grazia dell’intervento di Dio nella nostra storia, nella quale per mezzo di Medjugorje nasce un mondo nuovo, un mondo con il Rosario tra le mani. Un mondo che porta la pace e l’amore e diffonde bontà, umiltà e santità. Per mezzo di Medjugorje, cominciano a tornare nelle nostre famiglie la santità e la guarigione dalla cecità e dal buio che regnano oggi. Per mezzo di Medjugorje, usciamo dalla tenebre e riusciamo a vedere la bontà, la vicinanza e lo splendore del volto del nostro Dio. Venticinque anni di Medjugorje nella nostra storia sono anche una grande responsabilità per noi fedeli e non ci sono giustificazioni se affermiamo di non sapere che cosa significhi Medjugorje e perché oggi la Madonna sia presente qui.

Non abbiamo scuse, poiché sono successe moltissime cose. Abbiamo ricevuto tante risposte e in questo momento dobbiamo ripetere le parole che Gesù ha fatto rispondere da Giovanni Battista alla domanda dei Suoi discepoli: “Giovanni, dì loro che i ciechi vedono, i muti parlano, i malati vengono guariti e i morti resuscitano”. Dai primi giorni fino ad oggi Medjugorje ha vissuto così tanti segni e miracoli, così tante grazie e conversioni, che non c’è Cristiano con la coscienza onesta che non possa esclamare: “Grazie, o Signore, per esserti rivelato per mezzo di Maria!”. Tutto ciò che facciamo come esseri umani sarà troppo poco. Ciò che omettiamo sarà nostra colpa. Ciò che omettiamo per paura sarà nostra debolezza. Si vedrà che non abbiamo risposto e non abbiamo avuto il coraggio di dire: “Signore, che cosa vuoi che io faccia?” oppure “Maria, che cosa vuoi che facciamo ora?”, invece che affidare tutto al caso. Il flusso della grazia è sgorgato e scorre, perciò dobbiamo immergerci in questo flusso e in esso trovare pace ed essere guariti. Questa è oggi l’immagine di Medjugorje. Se non ci immergiamo e tocchiamo questo fiume, siamo al di fuori della grazia che scorre nella sua corrente.

Venticinque anni di Medjugorje sono una storia che non possiamo negare. Possiamo cercare di negarla in una parrocchia, in una diocesi, ma in tutto il mondo è impossibile. La luce che viene da Medjugorje è ora su tutti i continenti e abbiamo visto di persona quali grazie ne scaturiscono. Se oggi non ci fosse Medjugorje, il volto della terra sarebbe diverso. Sarebbe più triste e più freddo. Dio è entrato nella storia dell’uomo e lo vuole guidare e soprattutto salvare da tutto ciò che lo porta su strade sbagliate.

Cerchiamo di considerare da un altro punto di vista questi 25 anni di apparizioni a Medjugorje. Immaginatevi un raduno di 1000 persone a Medjugorje. Che cosa testimonierebbero queste persone? Tutte direbbero a gran voce: “Ho trovato guarigione per la mia anima, ho riscoperto l’amore, la mia famiglia è diventata più santa, sono stato guarito dall’una o dall’altra malattia del corpo o dell’anima, dall’una o dall’altra forma di miscredenza e di immoralità. Oggi, dopo 25 anni, possiamo affermare a ragione che Medjugorje è la più grande clinica, un ospedale in cui migliaia di persone sono state guarite da varie malattie del corpo e dell’anima. In questa clinica Dio, per mezzo della Madonna, ha fatto interventi chirurgici che non erano possibili in nessun’altra clinica di questo mondo. Questi interventi chirurgici di Dio sono stati eseguiti su pazienti di cui la medicina aveva detto che erano spacciati e che non c’era più nulla da fare. Raccogliamo ora tutto questo in un luogo ed otterremo un mosaico di migliaia e milioni di tessere che offre una sola immagine. E questa immagine rappresenta DIO COME AMORE INFINITO CHE AGISCE PER INTERCESSIONE DELLA MADONNA. Questo mosaico di 25 anni è in realtà un quadro che ognuno di noi dovrebbe avere nel cuore per dire: “Oh Maria, sei la nostra grande Madre. Ti ringraziamo infinitamente per tutto quello che hai fatto e che fai per noi”. Nulla è possibile senza la Madonna, non ci sono chiese senza la Madonna, non ci sono famiglie senza la Madonna, non c’è pace, non c’è futuro, non c’è mondo. Medjugorje non è neanche una rappresentazione di Vescovi, preti, laici, di quelli che vogliono o di quelli che non vogliono. Medjugorje è la partita della vita con la morte, della pace e dell’amore con la discordia e la maledizione. lo non voglio la maledizione, ma la pace, l’amore e la benedizione.

Diciamo quindi: “Grazie a Te, o Signore, per tutte le grazie che hai riversato nel cuore degli uomini e per tutte quelle che ancora riverserai”.


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