Io: Invitata al mio matrimonio

E con #oggi, è già passato #1anno!

Molti di voi sanno che il 10 settembre 2016, per volere di Dio mi sono sposata, nella mia Sicilia, alla presenza del Signore in primis, e degli amici e parenti piu’ cari.

La celebrazione e’ avvenuta in una piccola chiesa di una borgata di campagna, dedicata a Santa Rita (alla mia Santa protettrice). A celebrare le nozze e’ stato Don Piero Riggi, mia guida spirituale da ben 7 anni.

Quel giorno, il tempo atmosferico non era dei migliori, poco prima dell’arrivo in chiesa sia mio che dello sposo, pioveva a dirotto e per giunta cominciarono ad esserci tuoni.

Cominciata la celebrazione matrimoniale, accompagnata da canti liturgici celestiali, Don Piero (come solito fare nella Santa Messa) comincio’ a spiegare l’omelia ma non un omelia come tante, quella di quel giorno fu “la nostra omelia”. Si perche’, Padre Piero, in una maniera eccezionale e profonda ripercosse la nostra storia d’amore, rendendola come la trama di un film. Ma era la nostra vita, la nostra storia.

Le sue parole, non le dimenticheremo mai perche’ ci accompagneranno nel cammino che abbiamo appena intrapreso, un cammino in 2 o meglio in 3 insieme a Gesu’.

Vorrei condividere il racconto e l’omelia di Padre Piero con tutti voi, o meglio provero’ a farlo.

Quel giorno il sacerdote racconto’ la nostra storia dall’inizio: io e Stefano, ci siamo conosciuti per la prima volta nel 2013, io facevo volontariato in una radio del mio paese e lui lavorando in una radio romana, un giorno mi diede il cellulare di una persona che dovevo intervistare.

Da quel giorno non ci siamo piu’ sentiti. Passo’ un anno, e mi ritrovai a Roma presso la chiesa Sant’Anastasia a presentare il mio libro sulla mia esperienza a Medjugorje. Stefano era tra i presenti alla conferenza.

Passo’ nuovamente un anno da quell’incontro, e passando un periodo nero della mia vita e sapendo che faceva parte di una comunita’ carismatica, lo contattai raccomandandomi alle sue preghiere. Preghiere che mi furono subito dedicate, iniziammo una frequentazione telefonica, poi ci incontrammo a Roma e a giugno andammo insieme a Medjugorje.

Dopo qualche mese di fidanzamento, considerando la distanza (lui di Roma io della Sicilia) decidemmo di sposarci.

Per molti, la nostra scelta sembro’ affrettata, azzardata, ma fatto sta che in un solo giorno organizzammo tutto: chiesa, locale e fotografo.

A quel punto Padre Piero, sposto’ l’attenzione su un particolare e comincio’ a domandare alle coppie presenti: Voi litigate? Una coppia che si ama veramente deve litigare perche’ chi dice di non litigare mai, non ama ma finge nei confronti dell’altro.

Aggiunse anche: quando una coppia si ama e fa un cammino di fede, da fastidio al demonio. Se i due rimangono uniti allora saranno forti, ma se i due si distaccano l’uno dall’altro, saranno facile prede del nemico.

Cosi’ racconto’ un episodio che riguardava il primo mese che decisimo di sposarci.

Stavamo andando dal sacerdote che si occupava della chiesa Santa Rita per segnare il giorno della celebrazione matrimoniale. Il ristorante che volevamo scegliere per le nostre nozze aveva tutte le date occupate compreso il 3 settembre ed il 10settembre. Durante il viaggio in macchina, cominciammo a litigare di brutto, alche’ mettemmo in discussione anche la scelta di volerci sposare. Cosa fare? Proseguire verso casa del sacerdote o tornare indietro?

Proseguimmo verso casa del sacerdote, ma arrivata da lui ero molto turbata. Nel mio cuore (come uso fare in ogni situazione della mia vita) rivolsi una preghiera alla Madonna dicendole che se stavamo correndo troppo, se non era il momento adatto a sposarci, le chiedevo un segno affinche’ potessi capire cosa era giusto fare.

Il sacerdote ci disse che la data libera era il 10 settembre, ma il locale era occupato per quelle date. Stavamo scendendo le scale per andare verso la macchina, mi squillo’ il telefono e in quel preciso istante risposi e una voce mi disse: Salve, siamo del ristorante … volevamo comunicarle che si e’ liberata una data. Andrebbe bene il 10 settembre?


2 COMMENTS

  1. I miei si sono sposati dopo circa 9 anni di fidanzamento. Erano altri tempi?
    Mi domando se è meglio o peggio esser rapidi in queste decisioni.
    La tradizione della Chiesa dice che è sempre meglio attendere.
    E credo che sia la cosa migliore da fare.
    Che poi Gesù stia cercando di piazzare tutti perché siamo pronti di fronte all’esame del Padre ora che torna, non giustifica comunque una fretta che potrebbe essere ingannatrice.
    Non sono molto d’accordo col sacerdote che vi ha sposati: se è bene litigare ogni tanto per fugare dubbi essenziali e sfogare la rabbia, non lo è come abitudine di santità (tranne qualche debita eccezione).
    Arrabbiarsi è infatti manifestazione di ira che è peccato capitale e va confessato, anche se la sincerità a volte conduce a questo: ma non è la manifestazione di un rapporto equilibrato.
    Probabilmente voi due siete fatti per lavorare insieme ma non per condividere il talamo: hai provato a riflettere su questo?
    Te lo dico per l’esperienza vissuta che mi ha lasciato solo per ben 4 volte a seguito della mia Fede (e in 3 casi parliamo di donne di chiesa).
    Considera che Gesù ama la castità sopra ogni cosa (e non tutti capiscono questa cosa, nemmeno i preto moderni), altrimenti, in istanza successiva, occorre appoggiarsi a Dio Padre che diventa il punto di riferimento degli sposi: questo poco è detto nelle omelie.
    Inoltre la felicità non è in questo mondo, ma in quello successivo come disse opportunamente la Madonna a Santa Bernadette che avrebbe voluto sposarsi.
    Con tutto ciò, spero che tu sia serena nella tua decisione con tuo marito e mi auguro che possiate comunque costruire qualcosa di significativo insieme per il Signore Dio.
    Firmato: un amico sincero.

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