18/09/2013 Città del Vaticano, piazza San Pietro, udienza generale del mercoledì , nella foto papa Francesco

18/09/2013 Città del Vaticano, piazza San Pietro, udienza generale del mercoledì , nella foto papa Francesco

Papa Francesco sui fratelli che litigano: “Penso ai tanti fratelli che sono allontanati in una famiglia e non si parlano”. Il pensiero del Papa, nell’Udienza Generale di ieri, è andato a quei fratelli che per qualsivoglia ragione si ritrovano a non parlarsi più. Il suo invito è a riappacificarsi, nel segno del perdono, così come fa Dio dimostrandosi misericordioso nei confronti dell’umanità. Lo spunto per quest’argomento lo fornisce la vicenda di Giuseppe e dei suoi fratelli.

La vicenda, raccontata in Genesi 37-50, narra di Giuseppe, il quale, vittima dell’invidia dei suoi fratelli, viene venduto come schiavo in Egitto. Lì è imprigionato finchè per una serie di circostanze viene liberato per offrire un consulto al Faraone circa un sogno premonitore. Giuseppe offre l’interpretazione giusta, entra nelle grazie del Faraone, e diviene suo vice. Dall’alto della sua posizione saprà dimostrarsi misericordioso nei confronti dei suoi fratelli.

Non c’è forse episodio più calzante per l’Anno Santo della misericordia di quello raccontato da Papa Francesco sui fratelli che litigano. Il Pontefice ricorda ai fedeli che Dio non sarà mai distratto rispetto alle vicende di ogni uomo. Si occuperà degli oppressi e dei bisognosi, nella misura in cui, nonostante la loro condizione, sapranno meritarsi il suo aiuto, non smettendo mai di avere fiducia in Dio e nella Divina Provvidenza, che trova sempre modi e tempi inimmaginabili per manifestarsi.

Un esempio di questo circolo virtuoso il Papa ricorda le vicende di Mosè e della liberazione del popolo israeliano. Dio fu misericordioso quando salvò Mosè ancora in fasce. Mosè, dal canto suo, ha saputo dimostrarsi grato nei confronti della benevolenza di Dio, prendendosi carico di portare il suo popolo verso la terra promessa, liberandolo dal giogo e dalla schiavitù imposta dal Faraone.

“Tante cose buone si possono fare”: Bergoglio ricorda a tutti che, se davvero ci lasciamo illuminare dalla Misericordia Divina, saremo in grado di compiere qualsiasi impresa di Carità Cristiana. La benevolenza di Dio ci rende infatti preziosi depositari di un dono, quello di Dio, che è il suo Amore. Un Amore tanto grande da portarLo a sacrificare Suo Figlio in nome di un’eterna alleanza con l’uomo, di cui troppo spesso non ci dimostriamo degni.

Per riuscire a perdonare e a comportarci secondo misericordia, è necessario quindi fare affidamento su Dio, perchè è da Lui che la Carità proviene, ed è per Lui che dovremmo esercitarla. Per rendergli grazie del dono che ci ha fatto, per diventare uomini migliori imparando l’attitudine al perdono, il disincrostarci da quelle patine di egoismo ed autoreferenzalità che creano barriere apparentemente insormontabili tra noi ed il prossimo.

Fonte. Cristianità.it


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